giovedì 9 luglio 2009

Nucleare e Class Action: Italiani presi in giro!

Via libera al ddl sviluppo

Il disegno di legge sullo sviluppo è stato approvato definitivamente dal Senato. Il testo contiene fra l’altro due importanti provvedimenti che sanciscono da un lato il ritorno al nucleare, dall’altro l’introduzione di una class action all’italiana. Su entrambe le iniziative il governo si sta pronunciando da tempo con grande enfasi, ma a nostro giudizio si tratta dell’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani.
Nel caso della class action si è di fronte ad un vero e proprio annacquamento di quella che avrebbe dovuto essere una normativa varata a tutela dei cittadini contro gli abusi e i soprusi della aziende e che invece a conti fatti tutela queste ultime da una “vera” class action, quella di tipo americano per intenderci.. Come avevamo paventato pochi gironi fa, (vedi…..) la versione approvata da questo governo è nettamente peggiorativa di quanto predisposto dal governo Prodi, già di per se alquanto limitativa, per cui riteniamo che difficilmente potrà portare qualche beneficio ai cittadini.
Nel caso del nucleare invece si tratta non solo di ripercorrere con trenta anni di ritardo una strada sulla quale gli italiani si erano già espressi in passato e che rappresenta la peggiore soluzione al problema energetico – su ciò avremo ampie occasioni di discussione in occasione della promozione del V3 Day contro il nucleare - , ma di innescare nell’ambito della convivenza civile e politica di questo paese una vera e propria mina (nucleare) vagante!
Una parte dell’opinione pubblica purtroppo ha abboccato con estrema ingenuità alla campagna disinformativa messa in atto dal governo, tra l’altro con la complicità di buona parte di quella che si gloria di definirsi “opposizione”, secondo la quale la soluzione più semplice per fronteggiare la fame di energia sia il ricorso al nucleare. Ora però, ammesso che questa normativa non trovi altri ostacoli di tipo normativo o burocratico, si presenta un grosso problema: l’individuazione dei siti dove costruire le centrali e quelli per lo stoccaggio e lo smaltimento delle scorie radioattive.
Infatti la gran parte dei Comuni d’Italia è sul piede di guerra. L'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani – si è vista negare dal Governo la richiesta di rendere vincolante il parere degli enti locali nella scelta dei siti per cui potrebbero sorgere grossi problemi qualora Comuni e Regioni, sotto la spinta della stragrande maggioranza dei cittadini, dovesse rifiutare qualsiasi proposta di collocazione di tali siti, anche se sono previste “compensazioni” per le zone prescelte (compensazione per cosa?).
Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che la normativa varata dal governo prevede che i siti individuati, così come i siti di stoccaggio dei rifiuti e gli inceneritori, possano essere dichiarati siti di interesse nazionale e quindi soggetti a tutela militare e sottratti a qualsiasi controllo da parte dei cittadini – ai siti non si potrà accostare nessuno - si tratta indubbiamente di una norma che può gravemente contribuire a mettere in pericolo la pace sociale nel nostro paese, anche perché si tratta di una situazione che si aggiunge alle turbolenze derivanti dai problemi economici e di vita quotidiana derivanti dalla crisi finanziaria ed economica globale che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è ben lungi dall’aver esaurito i suoi effetti.
Certo è, comunque, che se qualcuno criticava il NO al nucleare lamentandosi perchè eventuali incidenti nelle centrali poste negli altri paesi a noi limitrofi avrebbero comunque avuto conseguenze anche da noi, potrà adesso dormire sonni tranquilli: il rischio di incidenti adesso lo avremo direttamente sotto casa!
Quanto alla mina nucleare di cui sopra ha, purtroppo, un ulteriore grave caratteristica: è quasi certo che abbia una miccia lunga, per cui , visto l’insano egoismo dei genitori, probabilmente scoppierà nelle mani dei figli!


RESISTIAMO

ISCRIVITI AL GRUPPO SU FACEBOOK





Nessun commento: