sabato 25 aprile 2009

Quale Liberazione?

Il 25 Aprile 1945 Milano e Tornino venivano liberate dalla occupazione delle ultime truppe tedesche e dagli irriducibili della Repubblica di Salò. Quella data è stata scelta simbolicamente per celebrare dal punto di vista storico la Liberazione dal regime nazi-fascista che aveva oppresso l’Italia – soprattutto quella centro settentrionale - dopo l’armistizio con gli anglo-americani e se il 2 giugno vuole ricordare la nascita della Repubblica, il 25 aprile simboleggia il ritorno del nostro paese alla Democrazia.

Il 25 aprile è stato essenzialmente anche il giorno della Resistenza, un movimento di opposizione al nazi-fascismo che è bene ricordare non fu solo militare e rappresentato dalla lotta armata partigiana, ma anche e soprattutto politico che ha visto protagonisti migliaia di Italiani che unitariamente e indipendentemente dal loro orientamento politico per vent’anni si contrapposero in Italia al fascismo e furono poi i protagonisti della nascita della nostra Repubblica, e che in quanto tale affonda le sue radici nella rivendicazione e nell’affermazione di quei principi di Libertà e Democrazia che il fascismo aveva calpestato in Italia ed il nazismo in Europa e che divennero poi il fondamento della nostra Carta Costituzionale.

Oggi molti intendono appropriarsi dei significati che questa giornata può avere pur non avendola – alcuni per loro stessa ammissione – mai celebrata in passato perché evidentemente ispirata a principi non condivisi o addirittura contrapposti ai propri.

Fin qui nulla di grave, nel concetto stesso di Libertà è implicito che si possano avere opinioni diverse e contrastanti. Il fatto grave per il nostro paese è che questi signori oggi stiano al governo ed il loro potrebbe essere interpretato come il tentativo di un revisionismo storico che tenda a rivendicare e affermare i “loro” principi, che a questo punto, per semplice ragionamento logico, non possono che essere considerati antitetici ai principi della Libertà e della Democrazia.

Stiamo attenti!

Vorrei però andare oltre e cercare di ricordare che se ci fu “Liberazione” essa lo è stata anche da ben altro:

  • Liberazione dalla guerra civile, perché tale essa fu, essendo stati per anni contrapposti italiani contro i italiani e se oggi può essere giusto, a distanza di oltre sessant’anni, in un’ottica di unità nazionale commemorare i morti di entrambe le parti – 'a morte è una livella! – bisogna farlo ricordando che tutti furono vittime del nazi-fascismo!
  • Liberazione dai bombardamenti, che gli anglo americani dispensarono a piene mani per tutta l’Italia. Iniziati nel 1940 essi furono intensificati proprio a partire dall’8 settembre 1943 con tonnellate di bombe dirompenti e di spezzoni incendiari che nelle nostre città – Napoli, Roma, appena dichiarata “città aperta”, e poi Torino, Milano, Genova, Firenze, Treviso e tante altre - distrussero fabbriche, edifici pubblici, abitazioni civili, seppellendo sotto le macerie decine e decine di migliaia di vittime civili, in un “olocausto” da sempre dimenticato.
  • Liberazione dalla fame, dagli stenti e dalla paura di quegli anni di guerra, vissuti in prima persona e sulla propria pelle e non visti al cinema o alla televisione.
Oggi occorre forse dare nuovo vigore e valore a questa giornata. Cosa possiamo auspicare che essa debba simboleggiare e celebrare in futuro?
Liberazione dalla cialtroneria, che ci governa a tutti i livelli.
Liberazione da una democrazia zoppa in cui il popolo non è più sovrano.
Liberazione dalla partitocrazia, becera e affarista, che ci sta portando alla rovina economica e sociale.
Liberazione dalla connivenza del mondo politico e degli affari con la malavita organizzata.

Cittadini, restituiamo certi valori ai nostri figli. Resistiamo! Liberiamoci!


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