venerdì 27 marzo 2009

A proposito di acqua e Acqualatina

Assemblea pubblica: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Qualcuno, ieri sera, al termine della manifestazione indetta dal Comitato Spontaneo per la Lotta contro Acqualatina era compiaciuto della partecipazione popolare.
A dire il vero, invece, un centinaio o poco più di ascoltatori a nostro giudizio è ben poca cosa di fronte alla gravità della situazione relativa alla gestione dell’acqua.
Nonostante la pubblicizzazione dell’evento fatta dal Comitato attraverso manifesti affissi in tutta la città e dal passa parola fatto da alcuni volenterosi cittadini, sembra che il problema dell’acqua sia un qualcosa che riguardi poche persone a Formia.
Ci aspettavamo di vedere una marea di persone che, oltre che a manifestare la loro solidarietà a persone come Delio Fantasia e Marcello Zennaro che stanno pagando per tutti il loro attivismo in questa vicenda, con la bolletta in mano lamentassero disguidi e vessazioni subiti da Acqualatina e chiedessero giustizia.
Ma a quanto pare, ancora una volta messi di fronte alla opportunità di avviare iniziative concrete contro la violazione dei propri diritti da parte di chi è preposto ad amministrare i beni pubblici, i nostri concittadini se ne guardano bene dal partecipare.
Ed è proprio la mancata partecipazione popolare a dimostrare che in questo paese, in particolare nella nostra Città di Formia, il senso civico, la solidarietà e la democrazia sono parole astratte.

Non sappiamo se gridare “vergogna!” o esprimere costernazione!

I principali responsabili di questa vicenda – i cui termini sono più o meno noti a tutti - non sono i dirigenti di Veolia, di Acqualatina o della Depfa Bank, che stanno svolgendo con successo il loro compito nell’interesse delle rispettive società, né gli amministratori pubblici di turno che non fanno altro che cercare un equilibrio tra interessi pubblici e interessi privati che gli consentano di mantenere e rafforzare il loro potere, né tanto meno quei politici dell’opposizione che ieri, in una situazione del genere non hanno fatto altro che sollevare una sterile protesta invece di esprimere, magari, il loro “mea culpa”.

Il principale responsabile è ciascun cittadino che nonostante sia conscio che siamo di fronte ad una manifesta violazione dei diritti fondamentali dell’uomo che lo stanno colpendo in un diritto essenziale come quello all’acqua, preferisce rimanere nascosto nella propria casa o nella propria bottega, magari sperando che al momento della necessità il suo problema personale gli venga risolto dal conoscente che lavora in Acqualatina o dal politico amico o presunto tale.
E dov’erano gli altri politici che si dichiarano all’opposizione e che sicuramente faranno, a chiacchiere, della lotta per l’acqua un loro cavallo di battaglia nella prossima tornata elettorale? Forse non sono intervenuti perché la manifestazione era di “sinistra”? Ma lo volete capire che problemi come questo non hanno colore politico, che il diritto all’acqua non è né di destra né si sinistra? Che l’acqua non ha colore?

Diciamocelo chiaramente signori: noi non viviamo più da tempo in democrazia! Questo è opportunismo, è clientelismo, è omertà! E ci scandalizziamo di fronte a mafia e camorra!

Alla fine anche la buona volontà degli esponenti del Comitato finisce col perdere ogni velleità di efficacia. Ieri ci aspettavamo di fare il punto della situazione e di programmare nuove iniziative. Non ce ne vogliano gli amici del Comitato, ma semplicemente abbiamo assistito ad una sorta di apertura della campagna elettorale, ma di concreto il nulla!
Non si sa quante persone dal 28 novembre – giorno in cui è stata comunicata la disponibilità presso il comitato dei moduli per il ricorso contro le cartelle esattoriali della Gerit – abbiano effettivamente aderito e se hanno aderito a tale iniziativa; se si è pensato di trasformarla in una “class action” per quanto consentito dall’attuale normativa; se si è tentato di coinvolgere il difensore civico che mai come in un caso simile dovrebbe tutelare i cittadini; se si è pensato di convogliare i pagamenti dei consumi su un conto vincolato del Comune come si sta facendo ad Aprilia.
Non abbiamo capito poi quale azione in concreto si intende fare a sostegno e solidarietà di Fantasia e Zennaro.

Insistiamo tuttavia a dire che qualsiasi iniziativa che voglia avere qualche possibilità di successo ha bisogno di una premessa essenziale e condizionante: la partecipazione di ogni singolo cittadino, senza distinzione alcuna dovuta al colore politico e in tal senso rivolgiamo un accorato appello alla cooperazione ed alla solidarietà a tutti i cittadini di buona volontà.
Attenti, però, alla prossima trappola elettorale.


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