Caos totale per la popolazione civile di Gaza, schiacciata tra bombardamenti e scontri a fuoco
04/01/2009
Fonte: peacereporter.net - Naoki Tomasini
Caos totale per i civili della Striscia di Gaza. L'artiglieria e gli Apache israeliani colpiscono in continuazione da tutta la notte, mentre scontri a fuoco tra miliziani di tutte le fazioni palestinesi e le truppe di terra israeliane scoppiano ad ogni angolo. Il personale medico non è in grado di fronteggiare il numero di interventi necessari alle vittime civili e opera in condizioni di straordinario rischio. Isolata dal mondo esterno - le telecomunicazioni sono saltate interrotte subito dopo l'inizio dell'offensiva - la popolazione si barrica nelle case.
Civili nel mirino, ospedali al collasso. Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, sostiene che l'esercito non prende di mira i civili. "Balle!" dice il medico norvegese Mas Gilbert, giunto a Gaza il terzo giorno dei bombardamenti per assistere i dottori dello Shifa Hospital, il principiale nosocomio della Striscia. "Venisse qui a vedere chi sono le vere vittime dei loro attacchi...". Secondo Gilbert, intervistato dall'agenzia Maan, nemmeno gli ospedali di New York o di Parigi potrebbero affrontare condizioni come quelle che che sta vivendo in queste ore l'ospedale di Gaza. "Non so come facciano questi medici a resistere, mentre perdono così tante persone e Israele continua a bombardare l'area".
Striscia di Gaza tagliata in due. I blindati israeliani, penetrati nella Striscia in quattro punti diversi, hanno diviso in due il territorio all'altezza del villaggio di Nusseirat, mentre un'altra parte delle forze israeliane ha preso il controllo di un'area nei pressi di Beit Hanun, Beit Lahiya e Jabaliya, a nord di Gaza city, da cui più frequentemente venivano lanciati di razzi verso Israele. Fonti locali riferiscono che la battaglia infuria ancora a Beit Lahiya, e a est, nel rione di Sajaiyasia, da cui si alzano nuvole di fumo nero. Nonostante l'invasione in corso, anche questa mattina i razzi palestinesi sono volati verso il sud di Israele, una trentina, e hanno colpito senza causare vittime la città di Ashkelon.
Guerra di cifre sulle vittime dell'operazione. Secondo fonti mediche palestinesi, l'operazione di terra israeliana scattata ieri sera ha ucciso finora 42 palestinesi, di cui almeno 22 civili.
Le ultime vittime sono tre medici palestinesi, morti nella loro auto colpita da un missile israeliano nel quartiere di Tal-Al-Hawa, a Gaza.
Verso le 17 ora locale una madre e i suoi quattro bambini sono morti quando una bomba aerea israeliana ha colpito la loro casa nel quartiere di Al-Toufah, sempre a Gaza.
Poco dopo, altri tre civili palestinesi e due miliziani sono rimasti uccisi in un raid aereo nei pressi della moschea di Jabaliya, nel nord della Striscia.
Attorno alle 16 ora locale, due miliziani e dieci civili, tra cui quattro bambini, sono morti in un bombardamento israeliano su Beit Layhia, a nord di Gaza.
Poco dopo mezzogiorno, l'artiglieria israeliana ha colpito un mercato a Gaza, uccidendo almeno cinque civili e ferendone altri quaranta.
La notte scorsa l'artiglieria israeliana ha colpito anche un'ambulanza palestinese a nord di Gaza, uccidendo uno degli infermieri che si trovava a bordo.
Secondo i comandi israeliani, le vittime dell'operazione terrestre sono almeno 50, ma tutti combattenti di Hamas, che da parte sua ammette solo una ventina di perdite e dichiara di aver ucciso cinque soldati israeliani e di averne catturati altri due presso il villaggio di Jabal el Kashef, a est di Jabaliya. Israele smentisce la cattura e ammette solo un soldato ucciso e uno ferito gravemente.
Usa bloccano risoluzione Onu su cessate il fuoco. Complessivamente, dall'inizio dell'operazione lo scorso 27 dicembre, il numero delle vittime palestinesi ha passato quota 500, mentre i feriti sarebbero più di 2500. Le agenzie delle Nazioni Unite stimano che almeno il 25 percento delle vittime siano civili, ma secondo fonti umanitarie palestinesi sarebbero oltre il 40 percento. Sono i numeri di una tragedia premeditata, che pone la pietra tombale sul processo di pace e allontana indefinitamente la possibilità di una tregua duratura tra le parti. Numeri, però, che non bastano a scuotere il consiglio di sicurezza dell'Onu, dove ancora una volta gli Stati Uniti hanno bloccato una richiesta di cessate il fuoco immediato, proposta dalla Libia. Gli Usa, ha riferito l'ambasciatore libico all'Onu, Giadalla Ettalhi, si sono opposti a "qualsiasi diversa formulazione" della dichiarazione chiesta dai Paesi arabi, che chiedeva un immediato cessate il fuoco esprimendo "la seria preoccupazione per l'escalation della violenza e per il deteriorarsi della situazione a Gaza e nel sud di Israele". "E' triste e tragico quando il Consiglio di Sicurezza non può neppure chiedere a Israele di mettere immediatamente fine all'aggressione" ha commentato il rappresentante palestinese all'Onu, Riyad Mansour.
lunedì 5 gennaio 2009
Gaza: corpo a corpo
Pubblicato da
Cittadini del Golfo di Gaeta
alle
14:37
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