lunedì 19 maggio 2008

Emergenza rifiuti: la Regione Lazio vuole gli inceneritori!

Sfruttando l’allarme dei rifiuti in Campania anche la Regione Lazio punta a finanziare i termovalorizzatori!

Dopo la strigliata ricevuta dalla Comunità Europea, la Regione Lazio, come illustrato da Repubblica in un servizio esclusivo, sta portando avanti un progetto malamente tenuto nascosto per costruire entro il 2013 ben 4 se non 5 termovalorizzatori (inceneritori). E’ stata preventivata una spesa di oltre un miliardo di Euro per finanziare l’intera opera. A lavori finiti come al solito sarà costato certo molto di più .
Mentre in tutta Europa i termovalorizzatori vengono dismessi perché altamente pericolosi per l’ambiente e la salute pubblica, in Italia si continua a parlarne come se fossero dei depuratori d’aria!
Ancora qualcuno che si ostina a dichiarare che non producono diossina come se la diossina fosse l’unica sostanza tossica prodotta dalla combustione dei rifiuti.
Ancora qualcuno che dichiara con competenza che i termovalorizzatori producono energia, dimenticandosi di quella che consumano e dei danni e dei costi necessari per smaltire le scorie tossiche residue.
Riportiamo brevemente dal blog di Beppe Grillo una sintesi da vari studi e ricerche non certo finanziati dai costruttori di inceneritori.

Inceneritori, perché no
  1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine. Più sono potenti i filtri e più piccole queste particelle diventano
  2. Il processo di incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
  3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze - le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi di quelli sversati nelle vecchie discariche - i fumi contengono 30 kg di ceneri cancerogene, 25 kg di gesso che si disperdono nell’aria
    - l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurar
  4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e negli organi vitali in 60 minuti
  5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
  6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero antieconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti.
  7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo.
  8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.


Le alternative: riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti a monte (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%) attraverso la riduzione degli imballaggi, il riciclo dei contenitori ecc.
2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3. Riciclo dei materiali riutilizzabili raccolti in modo differenziato
4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessiccazione
5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessiccazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori solo che si tratta di materiali inerti e non tossici facilmente stoccabili e con minori spese di gestione ed impatti ambientali e sanitari.

D’altronde se contemporaneamente al finanziamento degli inceneritori si incentiva la raccolta differenziata ed il riciclo dei materiali recuperabili fino a recuperare il 70-80% dei rifiuti, si finirà col rimanere sotto la soglia di 150.000 tonnellate di conferito annue che secondo alcuni studi è il punto critico sotto il quale costruire un inceneritore non conviene più.

Basti pensare che per il tanto decantato inceneritore di Brescia la produzione di RSU della provincia di Brescia è minore della capacità dell'impianto, per cui per far funzionare a pieno regime i forni devono essere reperite circa 200.000 tonnellate l'anno di rifiuti di altra provenienza e/o tipologia

L’affare è per chi oggi costruisce l’inceneritore con i soldi pubblici e di chi lo gestirà in futuro, sempre con le sovvenzioni statali.

Anche la Regione Lazio, come il resto d’Italia, si ostina ad imboccare una strada assurda senza tener conto di esperienze come quella della Germania, dove nei decenni passati si è già seguita la via dell’inceneritore, come vorrebbero fare oggi i nostri dipendenti, ma poi, migliorando la raccolta differenziata , si sono accorti che è diminuito il conferito tanto che ora gli inceneritori sono in esubero e per sopravvivere devono importare rifiuti dall’estero.

Se nel settore dei rifiuti non ci fosse l’attuale normativa, che consente a monopoli privati di essere finanziati per la totalità con capitale pubblico (soldi nostri, presi dalla bolletta dell’Enel) e indipendentemente dalla redditività dell’impresa, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero ed il processo di incenerimento sarebbe superato e totalmente ignorato.

Ancora una volta il business è più importante della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente.

Meditate gente.

Grillo e i suoi Amici sono all’erta!


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